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domenica 23 giugno 2013

Italia: la terra del compromesso.


Sogni, dove siete? Se ci siete battete un colpo.
Una volta l'Italia aveva un orgoglio: i bambini non imparavano a dire "compromesso" ancora prima di dire "mamma". In tv non si fa altro che parlare di sogni. Ma dove sono?! Esistono nella realtà, storie effettive di giovani che sbattendosi in lungo e in largo per ottenere qualcosa, ce la fanno davvero?! 
Per cosa si lotta tutta una vita, se il triplo delle forze per realizzare il tuo sogno, le devi impiegare per cercare un lavoro qualsiasi, se poi va bene?! Quante risorse ed energie deve avere un giovane nella vita per realizzare un sedicesimo di quello che vorrebbe?!
Dicendoci la verità, nei sogni è tanto bello crederci, perché se ti svegli ogni mattina senza uno scopo, tanto vale che non ti svegli per niente; però molti di questi, per quanto ci si sforzi di farli uscire dal cassetto, restano senza sapere dove andare. 
Fa fatica a guardare in faccia il futuro persino chi ha desideri di normalità, persino chi si accontenterebbe di fare qualsiasi cosa, perché tra sfruttamento, mobbing e licenziamenti non c'è verso di trovare un posto e restarci. 
Come fa davvero a sperare chi sente quella strana luce agitarglisi dentro? Ma soprattutto, come fa a non sperare, se al solo pensiero di lasciar perdere si sente solo soffocare?!
C'è ancora una possibilità per i ragazzi, in una terra dove conta più il lembo di pelle che scopri, rispetto all'attestato che ti guadagni con fatica?
Ammetto che in questo post ci sono troppi quesiti e forse è giusto sia così: a vent'anni non puoi già avere tutte le risposte... ma nemmeno andare avanti solo di domande. Sarebbe bello, una volta tanto, cessare di andare avanti a tentoni, tirare un respiro di sollievo e seguire un piano. Sarebbe fantastico sentirsi protetti da qualcosa, senza sgomitare per ammalarsi di claustrofobia.

2 commenti:

  1. paola gaglianone25 giugno 2013 08:17

    Carissima, capisco il tuo malessere ed è un grande dispiacere per la nostra generazione, che ha creduto e lottato per un cambiamento, vedere che poi non siamo riusciti ad attuarlo. Credo però che a grandi difficoltà si debba rispondere con grandi energie. Non c'è alternativa. Circa venti giorni fa sono andata a S.Luca ,in Calabria ,un paese purtroppo noto per fatti di 'ndrangheta dove ho trovato una preside formidabile che manda avanti con coraggio,entusiasmo una scuola ricca di creatività e di alleanze positive. Quanta energia le è servita per ottenere questo? Sicuramente un potenziale enorme ,ma i risultati sono stupefacenti. Oggi bisogna battere con forza strade nuove, abbandonando i vecchi schemi e facendo bene i conti con la realtà per trovare le alleanze giuste. Per non ammalarsi di claustrofobia l'unica cosa è spalancare porte e finestre e avventurarsi in grandi spazi. Qualunque sia il tuo sogno cercalo non in una zolla,ma in un campo sterminato. A presto. Paola Gaglianone

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    1. Grazie infinite, hai ragione. Purtroppo il problema sostanziale è che molti giovani non possono concentrarsi a pieno sul sogno perché prima hanno da lottare duramente per tenersi a galla; nel frattempo che si realizzano non possono dipendere a vita dai genitori. Prendi il laureato che sparge curriculum ovunque per poi andare a fare il cassiere. Niente in contrario col mestiere, ma questa non è meritocrazia.
      Poi logico è che con la tenacia si ottiene tutto, anche se col doppio della fatica e il triplo delle frustrazioni. A presto Paola

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